 testo di IZ0MII Giovanni Cellupica
Nei lunghi pomeriggi passati a parlar di radio ed a fantasticare, c’è sempre quello che dice che un giorno non lontano vorrebbe passare dalla parte della “preda”. Ma che sta dicendo? 
Dino con Max, sogni di spedizioni in posti lontani… Il dx’er è una sorta di cacciatore armato di microfono e Kilowatt, gira per casa in mutande e canottiera tentando di scacciare zanzare e animali notturni, afferra il suo Excalibur e si scaglia contro l’esercito dei Sassoni invasori della Britannia (gli altri dx’er) nel tentativo estremo di conquistare l’onore (l’ambita patacca da appendere sul muro con la criptica epigrafe tipo “Stele di Rosetta” che richiederebbe lo Champollion di turno per essere decifrata …..”ARRL DXCC HONOR ROLL”). Per ottenere questo riconoscimento bisogna collegare con la radio un certo numero di paesi a volte molto piccoli e con densità di popolazione prossime allo zero. Queste aree sono degli obbiettivi ricercatissimi dai dx’er e quindi molti radioamatori si affollano sulle frequenze per poter collegare la stazione rara creando “tafferugli” che ricordano gli assalti ai forni milanesi di manzoniana memoria. Solo che alla fine il sospirato bottino non è pane e farina ma solo una cartolina di conferma del contatto avvenuto. Essere l’operatore che lavora la stazione DX ricercata (preda) è un ruolo impegnativo ma allo stesso tempo stimolante, non è cosa semplice da ottenere e per alcuni è il riconoscimento di una lunga e brillante carriera da “cacciatore”. 
Max è la sua bacheca dei trofei. É il caso di Max i8nhj. Dx’er affermato e forte cwdoppista , Max è persona cordiale e di compagnia ma nasconde un animo arcigno tipico del Sannio, prodigo di consigli e con un sorriso smagliante da cui traspare una malcelato orgoglio che gli deriva dalla consapevolezza dei successi ottenuti nella carriera radioamatoriale. NHJ ha fatto parte di alcune delle più importanti spedizioni degli ultimi anni. 
Dino scopre che anche Max ha le sue stesse apparecchiature; Icom proIII e A.L. SPE Expert 1K Ci ritroviamo qui a casa sua quasi per caso, per via di un’antenna, ma alla fine c’è stato il tempo di trascorrere una bella giornata parlando della nostra passione e non solo. Tra le cose che mi hanno colpito c’è sicuramente la parete dello shack “impataccata” di diplomi vari tra cui spicca appunto “l’honor roll” forse il più ambito riconoscimento per un OM. Ma a parte questo ho apprezzato la discussione sulla telegrafia e sui segreti per apprenderla al meglio, i racconti crudi su Scarbrough reef e quelli più goliardici sulla Mongolia. Alla fine Max si è dimostrato una persona squisita, ma come per il sottoscritto, non chiedetegli la puntualità, alla fine ognuno di noi ha sempre qualcosa da farsi perdonare. 
La Steppire 6/40 m. di Max Ci si chiede tra i non contagiati dal virus, cosa spinga queste orde barbariche di “strilloni maori” verso tutti quei sacrifici (economici e psicologici) che un dx’er è disposto a sopportare. Io direi semplicemente la consapevolezza di aver fatto tutto quello che c’era da fare per ottenere il premio finale, che nel nostro caso no, non è il regno di Camelot, non è il bacio della principessa, ma è solo un pezzo di carta che attesta che sei stato “bravino e diligente” nel collezionare cartoline colorate (regressione infantile). Detto così sembra irriverente, ma per un radioamatore aver collegato con la propria antenna, con la propria tenacia e bravura tutti i paesi (chiamate entità) delle terre emerse, rappresenta il riconoscimento di un impegno e dedizione che il mondo della radio cerca; una testimonianza che la radio esiste anche come fenomeno sociale e culturale e non solo come strumento tecnologico finalizzato alla mera comunicazione di un messaggio. Collegare un paese lontano per noi è annullare le distanze, avvicinare popoli e culture, portare messaggi di pace e fratellanza. Non di rado vendono organizzate spedizioni a scopo radioamatoriale in posti sperduti del globo in cui negli incontri con le comunità locali si creano dinamiche che portano ad iniziative diplomatiche e di sviluppo economico. 
Anche per me è arrivata l'ora della foto ricordo C’è dell’altro quindi anche nel mondo dei radioamatori. Queste ed altre sono solo alcune delle motivazioni che spingono molti di noi “radioamatori”. 
Il Dino versione “piacione da balera”, soddisfatto della giornata….meno dell’attesa… manco fosse una bella donna! 
tratto dal sito www.iz0mii.com |